Ospite si fa male a casa tua: chi paga il risarcimento
Un amico scivola sul pavimento bagnato o cade dalle tue scale: quando rispondi tu e come la RC capofamiglia copre l'infortunio dell'ospite in casa.
Inviti amici a cena, uno scivola sul pavimento appena lavato e batte la testa. Oppure un ospite mette il piede in fallo su una scala interna senza corrimano e si frattura una caviglia. Chi paga le spese mediche e l'eventuale invalidità? Se l'infortunio dipende da una tua negligenza — un pericolo che avresti dovuto segnalare o eliminare — a rispondere sei tu, e qui entra in gioco la RC capofamiglia, che copre proprio i danni involontari causati a terzi nella vita privata. Se invece l'ospite è caduto per pura disattenzione sua, la faccenda cambia. La differenza sta tutta nella colpa.
Quando l'infortunio dell'ospite è colpa tua
Il principio è quello dell'art. 2043 del Codice civile: chi cagiona ad altri un danno ingiusto deve risarcirlo. Applicato alla tua casa, significa che rispondi quando l'infortunio nasce da una situazione pericolosa che hai creato o che avresti dovuto sistemare, e che l'ospite non poteva ragionevolmente prevedere.
C'è anche un secondo aggancio, l'art. 2051 c.c., sulla responsabilità per i danni da cose in custodia: come detentore dell'appartamento hai un dovere di custodia su ciò che sta dentro. Un tappeto che scivola, un gradino rotto, un vetro che si stacca, un cane lasciato libero che fa cadere l'ospite: sono tutte cose in tua custodia, e se causano il danno la responsabilità tende a ricadere su di te, salvo il caso fortuito.
- Pavimento bagnato senza avviso e senza tappetino antiscivolo
- Scala interna con gradino sconnesso o illuminazione insufficiente
- Balcone con ringhiera allentata o mobile instabile su cui l'ospite si appoggia
- Cane o gatto che, lasciato libero, fa inciampare o cadere l'invitato
- Oggetto pericolante che cade addosso a chi è seduto sotto
Quando invece non rispondi
Non tutto quello che succede in casa tua è colpa tua, e le compagnie lo sanno. Se l'ospite cade per una distrazione tutta sua — inciampa nei propri piedi, corre e scivola pur essendo il pavimento asciutto e in ordine, ignora un avviso chiaro che avevi messo — manca il nesso tra la tua condotta e il danno. In questi casi la responsabilità è del danneggiato stesso, e la RC capofamiglia non interviene perché non c'è un tuo fatto illecito da coprire.
La zona grigia è quella della colpa concorrente: a volte il pericolo c'era, ma anche l'ospite ha fatto la sua parte di imprudenza. Il risarcimento allora si riduce in proporzione. È uno dei motivi per cui, davanti a un infortunio serio, conviene lasciar valutare i fatti alla compagnia invece di riconoscere subito la responsabilità.
Come la RC capofamiglia copre l'infortunio dell'ospite
La RC capofamiglia è la garanzia costruita esattamente per questi scenari. Copre i danni involontari che tu o un membro del nucleo causate a terzi, e un ospite in casa è un terzo a tutti gli effetti. La polizza risarcisce, entro il massimale, le spese mediche, l'eventuale invalidità e le altre voci di danno riconosciute al danneggiato.
Il punto delicato è il massimale. Un infortunio con frattura o trauma cranico non è un danno da poche centinaia di euro: tra cure, riabilitazione e invalidità permanente si arriva facilmente a decine di migliaia di euro. Per i danni alla persona conviene non scendere sotto il milione di euro di massimale. Su una polizza economica come questa, alzare il tetto costa poco e cambia tutto il giorno del bisogno. Se vuoi capire meglio l'impianto generale della copertura, la guida su cosa copre la RC capofamiglia fa da mappa.
Attenzione a chi è davvero un terzo
Qui c'è un dettaglio che spiazza molti. Le polizze RC capofamiglia escludono in genere i danni tra i componenti dello stesso nucleo assicurato: se a farsi male è tuo figlio convivente, non è un terzo e la RC verso terzi non paga. L'ospite invece — l'amico, il parente non convivente, il collega venuto a cena — è un terzo, e per lui la garanzia funziona.
Serve leggere la definizione di nucleo assicurato nel contratto, perché è lì che si decide chi è dentro e chi è fuori. Un cognato che vive con voi può rientrare nel nucleo; lo stesso cognato che passa per un caffè è un terzo. Cambia tutto ai fini del risarcimento.
Cosa fare subito se un ospite si fa male in casa
- Presta soccorso e, se serve, chiama il 118 senza esitare: la salute prima di tutto
- Non spostare né sistemare la scena finché non hai fotografato il punto e la causa dell'infortunio
- Annota i nomi di eventuali altri ospiti presenti, utili come testimoni
- Conserva referti del pronto soccorso e certificati medici dell'ospite
- Apri la denuncia di sinistro alla tua compagnia entro i termini di polizza
- Evita di riconoscere per iscritto la tua responsabilità prima che la compagnia abbia valutato: la colpa va accertata, non ammessa d'istinto
E se a farsi male è il figlio di un ospite
C'è una variante che merita un discorso a parte, perché è più frequente di quanto sembri. Vengono amici con i bambini, i piccoli giocano per casa e uno di loro si fa male: cade da una sedia troppo alta, si taglia con uno spigolo, inciampa in un gioco lasciato in mezzo al corridoio. Il bimbo dell'ospite è un terzo rispetto al tuo nucleo, quindi se l'infortunio dipende da un pericolo in tua custodia la RC capofamiglia interviene esattamente come per un adulto.
Si aggiunge però il tema della vigilanza. Quando i bambini giocano in casa tua, chi doveva sorvegliarli? Se la custodia di fatto era dei genitori presenti, la responsabilità cambia; se erano affidati a te, entra in gioco anche la culpa in vigilando dell'art. 2048 c.c. È una situazione dai contorni sfumati, e proprio per questo conviene documentare come sono andate le cose e lasciare che sia la compagnia a valutare, invece di prendersi o scaricarsi la colpa a caldo.
Domande frequenti
Se un amico si fa male a casa mia devo pagare io?
Solo se l'infortunio dipende da una tua negligenza o da una cosa in tua custodia, come un pavimento bagnato senza avviso o una scala insidiosa, ai sensi degli artt. 2043 e 2051 c.c. Se l'ospite è caduto per pura disattenzione sua, la responsabilità è la sua e tu non rispondi.
La RC capofamiglia copre l'infortunio di un ospite?
Sì, quando la responsabilità è tua. L'ospite è un terzo rispetto al nucleo assicurato, quindi la polizza risarcisce spese mediche, invalidità e altre voci di danno entro il massimale. Restano esclusi i danni tra componenti dello stesso nucleo familiare.
Che massimale serve per coprire l'infortunio di una persona?
Per i danni alla persona conviene non scendere sotto il milione di euro. Un trauma serio, tra cure e invalidità permanente, può valere decine di migliaia di euro, e un massimale basso si esaurisce lasciando la differenza a carico tuo.
E se l'ospite era anche lui imprudente?
Si applica la colpa concorrente: se il pericolo c'era ma anche il danneggiato ha agito con imprudenza, il risarcimento si riduce in proporzione alle responsabilità. La valutazione spetta alla compagnia, meglio non riconoscere nulla d'istinto.
Un parente convivente che si fa male in casa è coperto?
In genere no. Le polizze escludono i danni tra i componenti dello stesso nucleo assicurato. Se il parente rientra nel nucleo, non è un terzo e la RC verso terzi non interviene. Va letta la definizione di nucleo nel contratto per capire chi è dentro e chi è fuori.
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